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Vangelo del Giorno

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Programma Avvento 2019

Tempo di Carità, di Silenzio e di Preghiera...

Di seguito il programma dell'Avvento:

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Assisi, “Diamo al mondo il meglio di noi"

Assisi
Assisi, “Diamo al mondo il meglio di noi”
“Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento. E in qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se ci sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza”. Matteo (10, 9-10) 
Ascoltando la lettura del Vangelo, durante la celebrazione della Messa alla Porziuncola, Francesco comprese che le parole di Gesù erano rivolte a lui. Era la risposta alle sue preghiere e domande che da tempo attendeva. Fu allora che intese che le parole del Crocifisso a San Damiano non si riferivano alla ricostruzione del piccolo tempio, ma al rinnovamento della Chiesa nei suoi membri. Depose cosi i panni del penitente e prese la veste “minoritica”, cingendosi i fianchi con una rude corda e coprendosi il capo con il cappuccio in uso presso i contadini del tempo e, camminando a piedi scalzi iniziò cosi la sua missione apostolica. Non aveva inteso fondare conventi ma solo delle “fraternità”, piccoli gruppi di fratelli che vivessero in mezzo al mondo mostrando che la felicità non era nel possedere le cose ma nel vivere in perfetta armonia secondo i comandamenti di Dio.
 
Ovunque ad Assisi si percepisce la gioia, la bellezza, la serenità, si respira aria d’amore. Un viaggio di formazione interiore, di preghiera ed armonia. Per noi giovani dell’’AC sono stati due giorni bellissimi che ci hanno lasciato ricordi che porteremo per sempre nei nostri cuori, ogni luogo che abbiamo visitato ci ha lasciato delle emozioni, ci ha fatto crescere sia dal punto di vista spirituale che da quello umano. Grazie a Don Emanuele abbiamo visitato luoghi di fede e di preghiera. Luoghi di testimonianza non solo di cristianità (e quindi di fede), ma anche di arte, di storia, di uomini. Il nostro pellegrinaggio inizia con la visita alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove un’imponente struttura eretta nel XVI secolo, concilia incredibilmente austerità ed eleganza e protegge tra le sue mura due luoghi di fondamentale importanza nella vita di San Francesco: la Porziuncola e la Cappella del Transito. Nell’area circostante i frati conservano con somma cura il Roseto che ricorda la notte in cui Francesco, per vincere la tentazione, si rotolò fra le sue spine. La tradizione vuole che quelle rose al contatto con la pelle del Santo ritraessero le spine. Siamo andati poi alla Chiesa di Santa Chiara dove viene custodito l’originale Crocifisso di San Damiano che parlò a San Francesco e la teca dove si possono venerare le spoglie della Santa. Abbiamo visitato il convento di San Damiano che diede vita alla nascita delle clarisse. La chiesa di Santa Maria Maggiore e, dulcis in fundo la Basilica di San Francesco. Doppia Basilica, quella Inferiore, ancora vagamente legata al raccolto stile romanico e quella Superiore, dove impera l’elevazione del gotico. Abbiamo avuto il privilegio insieme ad un Frate bravissimo e simpaticissimo, Rocco Predoti, di visitare posti all’interno della Basilica che non tutti hanno l’occasione di vedere. Il viaggio purtroppo è stato breve, tanto altro ancora c’era da vedere e tanto altro avrei voluto raccontare, cogliere in poche parole momenti che sono felice di aver vissuto. Con i miei fantastici compagni di viaggio abbiamo alternato ai momenti di riflessone e preghiera momenti di divertimento ed allegria. Ad Assisi si sta bene, si vive con semplicità, ti fa venir voglia di essere migliore, di voler dare al mondo il meglio di te.
 
Posterino Valeria

La grande forza della preghiera comunitaria.

"24 ore per il Signore giorno 13 e 14 marzo"
In questo tempo in cui il male sembra avere il sopravvento sul bene, il Cristiano affida le proprie speranze alla forza della preghiera comunitaria. A tal proposito, Papa Francesco, ha promosso l' iniziativa 24 ore per il Signore, tenutasi giorno 13 e 14 marzo ed estesa in tutte le diocesi d' Italia.
Iniziativa incentrata sul tema della Misericordia (non a caso collocata tra i due giorni precedenti la IV domenica di Quaresima, domenica in cui si celebra maggiormente la Misericordia di Dio Padre, nonché a ridosso dell annuncio del prossimo giubileo straordinario che ci esortera' a vivere la Misericordia in ogni suo aspetto), favorendo l' orientamento dei fedeli ad una riflessione ottimale per accostarsi al meglio al Sacramento della Riconciliazione durante l' adorazione Eucaristica.
La nostra diocesi di Oppido-Palmi, guidata da Sua Ecc. Mons. Milito, ha coinvolto le chiese del SS Crocifisso di Terranova e di Palmi.
A partire dalle ore 12.00 di venerdi, nella chiesa del Crocifisso di Palmi, numerosi sacerdoti hanno aderito mettendo il loro tempo ed entusiasmo al servizio della Comunita' per le confessioni individuali, mentre i vari momenti della giornata venivano animati da gruppi di preghiera parrocchiali e diocesani. In tutte le ore la chiesa era gremita di gente; la notte ma soprattutto la stanchezza non hanno scoraggiato nessuno, neppure i giovani che con entusiasmo hanno animato con canti di gioia l' adorazione in piena notte, mantenendo comunque un atteggiamento pacato ed ordinato.
Sorprendentemente è stato riscontrato, nelle prime ore dell' alba, un dato straordinario, quando arrivavano per pregare diverse coppie di anziani, incuranti del freddo, spinti dall amore verso nostro Signore Gesu' Cristo.
E' questa l' "attrazione miracolosa" dell' Eucarestia, l' instancabile affluenza e la forza di volonta' di redimersi dai peccati che affliggono l' intera umanita' fin dall' inizio dei tempi.

Eliana Nucifora

La nostra AC in un Porto di Pace

La nostra AC in un Porto di Pace
Si sono svolti gli scorsi 6, 7 e 8 Marzo gli Esercizi Spirituali organizzati, come ogni anno, dall'equipe diocesana di Azione Cattolica della diocesi di Oppido–Palmi, immancabile momento di ritiro e preghiera per tutti gli associati che sentono il bisogno di “staccare” dalle preoccupazioni quotidiane e ritagliarsi uno spazio privilegiato per dialogare con Dio.

La location che ha accolto i trenta giovani e adulti della diocesi, accompagnati dall'assistente unitario Don Mino Ciano, è la Casa di Spiritualità “Santa Maria Porto di Pace” di Arghillà (RC), splendida struttura gestita dalle suore Figlie della Chiesa, rivelatasi il luogo ideale per dedicarsi alla meditazione e ristorare il corpo e lo spirito.
Quest'anno il tema degli Esercizi, in perfetta corrispondenza con il tema dell'anno associativo 2014-2015, è stato “Coraggio sono io”, chiaro riferimento all'episodio contenuto nel Vangelo di Marco (MC 6, 45-52) in cui Cristo, per soccorrere i suoi discepoli che remavano controvento nel cuore della notte, incapaci di ritornare a riva, camminò sull'acqua
del mare dirigendosi verso di loro e ad essi, che lo credevano un fantasma, impauriti ed increduli, disse: “Coraggio, sono io, non temete!”.
Le quattro lunghe meditazioni di Don Nuccio Borelli, parroco della parrocchia “S. Girolamo” di Cittanova, guida spirituale di questi Esercizi, hanno accompagnato nella riflessione e nella preghiera gli associati durante le tre giornate, giornate all'insegna del silenzio e del “deserto”, ma scandite anche da momenti di preghiera comunitaria, come la Via Crucis del venerdì sera e l'Adorazione Notturna del sabato.

Il coraggio di una scelta

La parola coraggio nasconde dietro di sé mille sfaccettature: una scelta, un percorso, la storia di un’intera vita. Il coraggio a cui mi riferisco è quello dell’imprenditore palmese Gaetano Saffioti, il quale ha deciso di fare una scelta importante: denunciare i suoi estorsori.

Sabato 22 Novembre, presso la Chiesa del SS.mo Crocifisso di Palmi, il Sig. Saffioti ha incontrato il settore giovani e adulti dell’Azione Cattolica “San Giovanni Bosco” della Parrocchia Maria SS.ma del Soccorso di Palmi, per raccontare la sua storia a più di cinquanta partecipanti che, per circa due ore lo hanno ascoltato con particolare interesse, attratti da una tematica delicata e di cui forse si parla troppo poco.

Sin da bambino il Sig. Saffioti ha avuto i primi problemi con la ‘ndrangheta anche se in modo indiretto cioè come riflesso di determinati comportamenti dei genitori ai quali l’innocenza e l’inconsapevolezza dell’età non permettevano di dare una spiegazione e che solo in futuro avrebbe capito. Lo scontro vero e proprio con questa triste realtà il Sig. Saffioti lo ha quando decide di avviare una propria attività relativa all’edilizia, che “propria”, però, rimane solo per poco. L’intervento della ‘ndrangheta, infatti, non si limita soltanto alla richiesta del “pizzo” ma controlla indirettamente l’impresa stabilendo chi assumere, a quali gare d’appalto partecipare e dove poter lavorare. A questa situazione si pone fine tredici anni fa, quando il Sig. Saffioti decide di denunciare lo strapotere ‘ndranghetista. Da quel momento in poi la sua vita e quella della sua famiglia cambiano radicalmente: vivono sotto scorta, molti di coloro che consideravano amici gli hanno voltato le spalle e, considerando le ripercussioni che tale scelta ha avuto sulla sua impresa, buona parte dell’attività lavorativa viene svolta nel nord Italia ed all’estero.

Numerosissime sono state le domande che i giovani e gli adulti presenti hanno posto al loro ospite, riguardanti principalmente il come è maturata la decisione della denuncia, quali effetti ha avuto e le prospettive future della nostra terra. Il Sig. Saffioti ha sottolineato come diversi fattori hanno portato a tale scelta, soprattutto i valori trasmessi dai suoi genitori: l’onesta, la dignità, il rispetto. Da questo la consapevolezza della necessità di fare la “cosa giusta”, il desiderio di dare a suo figlio la possibilità di vivere in una società migliore, l’essere per lui un esempio da seguire e di cui andare fieri. In una prospettiva futura è stata posta l’attenzione sull’esigenza di un cambio di mentalità a livello generale, una mentalità retrograda che molto spesso porta a cercare vie alternative per risolvere questioni anche poco rilevanti piuttosto che rivolgersi alle istituzioni.

A conclusione dell’incontro resta l’esempio di un uomo coraggioso che però non ama definirsi tale ma, semplicemente, una persona che ha deciso di fare una scelta consapevole senza cercare, a suo dire, alibi nella paura e nella mancanza dello Stato, pur sottolineando la sua colpevole scarsa presenza. Vorrei concludere l’articolo con una frase del Sig. Saffioti che mi ha particolarmente colpito: ”anche se vivo sotto scorta mi sento un uomo libero e, quando morirò, morirò da uomo libero!”.

Teresa Lisciotto

La famiglia di Nazareth: modello per le nostre famiglie

sacra famigliaMeditazione offerta da Paolo Curtaz alla Parrocchia di Maria SS.ma del Soccorso

 

Maglietta bianca, pantaloni sportivi, sciarpa azzurra appoggiata morbidamente attorno al collo, occhiali, sguardo curioso e sottilmente penetrante, un mezzo sorriso... si presenta così Paolo Curtaz, con un aspetto piuttosto comune per una persona decisamente fuori dal comune: una mente agile e vulcanica, attenta al dettaglio da cui tirare fuori un discorso che ne tira fuori un altro e poi un altro; un sagace maestro di eloquio che non usa parole forbite, ma termini accessibili a tutti, illustrandoli però con una gestualità coreografica che calamita l'attenzione a tal punto da farti dimenticare il foglio e la penna, portati per prendere appunti.

Comincia subito a contraddire se stesso e il titolo dato alla meditazione: Perché prendere la famiglia di Nazareth come modello? Come si fa? Il padre non è padre di suo figlio. La moglie è vergine. il figlio è addirittura Dio. Risulta impossibile paragonarla ad una famiglia "normale".

Apparentemente.

Perché, nell'eccezionalità dei suoi componenti, la famiglia di Nazareth vive tutta l'ordinarietà del quotidiano, del "nostro" quotidiano: il lavoro che c'è e non c'è, le discussioni, la routine, gli eventi che un bel giorno ti stravolgono quella routine.

Accenna quindi una garbata polemica sull'iconografia che separa i componenti della Santa Famiglia e sulla collocazione infelice della festa della Santa Famiglia tra Natale e Capodanno, che non le rende la dovuta importanza.

Quindi si produce in un discorso-fiume, parla ininterrottamente per più di un'ora, con quel modo quasi ipnotico di muovere le mani mentre parla, che quasi ti fa vedere quel Giuseppe evangelico così poco "raccontato"che invece non parla mai, il sognatore capace di ragionare, riflettere e decidere la cosa giusta, per attuare i propri progetti nel progetto di Dio; ti fa gustare una Maria che vive da protagonista senza apparire tale, che interviene per rimettere a posto le cose ("non hanno più vino"), che tutto osserva e a tutto partecipa, che raccoglie i pezzi e li rimette insieme ("serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore"); ti spiega quel Dio Gesù che, per nascere e crescere da uomo sceglie un posto sperduto, brutto e quasi malfamato come Nazareth, anziché Roma Caput mundi o Gerusalemme crocevia delle religioni, un Gesù del quale si fatica a pensarne trent'anni da falegname; nomina i vangeli apocrifi, che sono stati rifiutati già dai primi cristiani, perché questi non riconoscevano in essi fatti e persone che avevano sperimentato direttamente.

Curtaz rilegge la Bibbia in funzione delle coppie della Bibbia, ne estrae tutte le caratteristiche e le contraddizioni delle coppie di ogni tempo, le guarda alla luce degli studi di una valente endocrinologa americana, la quale conclude la sua ricerca sul cervello femminile e maschile affermando che il cervello femminile è una fabbrica che serve a produrre e far vivere le emozioni, mentre quello maschile è una fabbrica che serve a cercare soluzioni: la coppia che si forma, dunque, superato l'innamoramento e la sua presunta banalità, arriva ad amarsi per le specifiche peculiarità uno dell'altra.

So che altrove c'è chi magari è migliore di te, ma io voglio te. Questo è il progetto di vita in comune della coppia modello-Nazareth.

E alle coppie in crisi che gli chiedono aiuto, Curtaz lascia facoltà di urlare e rinfacciarsi mille cose, dopo di che dice loro "adesso potete sposarvi!". Sì, perché adesso vi conoscete veramente, adesso vi siete detti tutto, adesso siete onesti l'uno con l'altra. Adesso potete cominciare a stare insieme.

Ecco, quel filo di sottile ironia con cui condisce un discorso sapiente, abilmente costruito per non suscitare nel pubblico domande, che lui non gradisce, a causa di un litigio tra due ascoltatori avvenuto alla fine di una sua conferenza, quella sottile ironia che rende lieve un argomento difficile, che la nostra società sta sfaccettando sempre più, aggiungendo nel tempo modelli di famiglia allargata, monogenitoriale, omosessuale e avviata alla disgregazione.

Alla fine, dopo i ringraziamenti di rito, ci accoglie tutti, uno per uno, con garbo e cortesia di "montanaro", come si definisce, da bravo valdostano, evidentemente abituato a vivere lo spazio aperto e immenso delle montagne per apprezzare la semplicità delle piccole cose intorno, dalle quali sa trarre riflessioni inedite come un mago dal suo cappello a cilindro.

Un'esperienza straordinaria, una ricchezza nuova. Grazie!

Donatella Marincola

L'Azione che porta gioia

Gioia... quella gioia vera e bella di vedere dei giovani, uniti, che credono nello stesso progetto! Questa volta si tratta di un progetto che può dare un aiuto concreto alle famiglie che chiedono sostegno nella crescita dei loro figli ed i giovani coinvolti siamo noi: ragazzi dell'Azione Cattolica "San Giovanni Bosco" di Palmi. Questa idea e l'impegno di tutti ci hanno portato alla vittoria, una vittoria che ci permetterà di realizzare il nostro "sogno d'aiuto" e di iniziare a lavorare per mettere assieme tutti i pezzi. Ma non solo...una vittoria che ci ha visti ancora uniti per ricevere un riconoscimento, sia per la Parrocchia che per ognuno dei partecipanti, da parte del Vescovo della nostra diocesi, Mons. Francesco Milito.

Una piccola rappresentanza di noi giovani, tra cui: Chiara Scionti, Clara Parrello, Maria Carmela D'Agostino, Angelo Palumbo, Alessandra Militano, Valeria Pugliese, Santina Pinneri è stata accolta dal nostro Vescovo nella sede di Oppido M., dove abbiamo avuto l'opportunità di mostrare il video che ci aiutato a vincere "Diventiamo grandi insieme: diamo luce a questo mondo", che descrive le nostre iniziative il Parrocchia e l'inserimento del progetto di doposcuola, i complimenti per il nostro lavoro e servizio, ma soprattutto è stato piacevole avere una conversazione simpatica con Sua Eccellenza che, dopo averci consegnato le pergamene di riconoscimento, si è interessato alle nostre iniziative e, per festeggiare con noi, ci ha anche offerto il gelato!

Ci sentiamo giovani in AZIONE ed è una soddisfazione enorme sapere che in molti apprezzano il nostro impegno e ci accompagnano durante questo servizio, gioiendo delle nostre conquiste! Adesso tocca a noi e siamo pronti a non fermarci e "dare una mano alla scuola"!

Erika Parrello

Campo Nazionale MSAC 2014 - È UN GIORNO BUONO!

msac 2014

"E' un giorno buono" è il titolo del campo nazionale 2014 del MSAC, movimento studenti di Azione Cattolica, che si è svolto a Fognano di Brisighella (RA), dal 3 al 7 agosto, dove erano presenti circa un centinaio di ragazzi da tutta Italia, che hanno a cuore il bene della scuola. Perchè è un giorno buono, verrebbe da chiedersi, in questo periodo di crisi e vicende spiacevoli, in cui vediamo intere popolazioni che vivono la sfiducia e l'abbandono?

Durante le quattro giornate di campo, la nostra riflessione è stata accompagnata da tre verbi: rimanere, andare, gioire nella scuola. In un primo momento di spiritualità a cura di Monsignor Mansueto Bianchi, ci siamo interrogati sulla preziosità di Dio nella nostra vita, che è il tesoro, coperto dalle "chincaglierie" che rappresentano le cose superficiali, che danno falso splendore alla vita. Bisogna scavare in profondità con passione e costanza per rimuovere il superfluo ed arrivare all'essenza, interpretando le stagioni del dolore con l'alfabeto dell'amore.

Anche Papa Francesco ha affidato agli studenti nell'incontro del 10 maggio a Roma, il compito di camminare fianco a fianco per condividere la gioia che hanno nel cuore e l'amore per la scuola, l'ambiente dove si cresce e ci si forma insieme.

Noi ragazzi del movimento studenti, che abbiamo scoperto la passione di costruire insieme il bene comune attraverso lo studio e l'impegno e nonostante la fatica, vogliamo essere persone credibili, che condividono la stessa speranza per coinvolgere anche quei compagni scoraggiati e delusi che hanno smesso di lavorare alla realizzazione del loro progetto di vita. Vogliamo creare ponti attraverso il dialogo e il rispetto senza alzare muri di difesa, vincendo i pregiudizi e la solitudine. Vogliamo contagiare gli altri per far nascere idee sempre migliori, trovare giorno per giorno le soluzioni ai nostri problemi comuni e andare avanti lottando per inseguire lo stesso sogno, moltiplicando la gioia e l'entusiasmo e dividendo le paure.

Marta Isola

Campo Scuola interparrocchiale: unione, condivisione e missione

L’estate è sempre per l’AC il tempo dello scambio, dello stare insieme e del conoscersi, un tempo speciale dunque, che ha portato con sé un appuntamento importante, la bellissima esperienza del campo estivo. Si è svolto dal 09 al 12 Agosto 2014 c/o la Colonia “S.Antonio”, Loc. Gornelle a Gambarie (RC), il campo scuola interparrocchiale; i ragazzi dell’Azione Cattolica “San Giovanni Bosco” di Palmi, “Pier Giorgio Frassati” di Taurianova e “San Giovanni Battista” di Rosarno, guidati da Don Emanuele Leuzzi, parroco della parrocchia “Maria SS. del Soccorso” di Palmi, hanno dedicato una parte del loro tempo ad uno dei momenti più intensi della vita associativa. E’ stato proprio “Il Tempo”, il tema trainante di ogni giornata; impegnati in varie attività, i ragazzi sono stati chiamati a mettersi in gioco attraverso il dialogo e il confronto. Abbandonata, anche se per pochi giorni, la routine frenetica del cellulare, del tablet o del computer, si è riscoperto il valore della riflessione. Non si è trattato solo di temi da affrontare ma di “vite” da ascoltare e “volti” da guardare, ponendosi quelle domande che scavano a fondo, per far emergere quei dubbi capaci di scuotere e aprire orizzonti più vasti. Le lancette dell’orologio hanno segnato il primo importante appuntamento del campo, l’incontro con Gesù! Simbolicamente appesantiti da un piccolo mattoncino, segno del peccato che allontana da LUI, giovani e giovanissimi si sono ritrovati insieme, adoranti e penitenti per un momento di preghiera e discernimento. Purificati e rinvigoriti dalla Sua presenza ma soprattutto trasformati in pietre vive che costruiscono la chiesa nel mondo, i presenti hanno lasciato il proprio personale “segno” su una tela bianca, simbolo della diversità di ognuno accolta a braccia aperte dall’Amore di Dio. Nello spirito della condivisione, sicuramente toccante è stata la semplice testimonianza del Sig. Bartolo Mercuri, fondatore e presidente dell’associazione “Il Cenacolo”, il quale ha dedicato la propria vita all’assistenza degli immigrati della Piana. Per trovare il cuore di questi giorni, dobbiamo soffermarci all’esperienza del Deserto. Due i momenti significativi: la meditazione solitaria, accompagnata da alcuni passi della Bibbia; ma soprattutto l’escursione in montagna, immersi tra le bellezze del creato per raggiungere la “Diga Menta”. Tutti in cammino! Tra lo stupore generale e qualche incertezza, i ragazzi diventano pellegrini, imparano a gestire emotività, paure e trovano il modo per essere d’aiuto agli altri. Non è stato solo un camminare con i piedi ma un cammino interiore rivolto alla propria identità. Raggiunta la meta, un tuffo liberatorio nelle acque gelide delle cascate ha ricordato il Battesimo; uniti insieme come popolo di risorti in Cristo. L’ultimo giorno si è elevato un appassionato “Grazie”al Signore che ha voluto donare questo “Tempo” prezioso di condivisione. A tutti sono stati consegnati dei semi di girasole con un mandato speciale: “Andate, apritevi alla verità e portate la Vita lì dove il signore vi chiamerà. La Chiesa, con la vostra vita e le vostre scelte, parlerà al Mondo con il linguaggio delle fraternità e dell’amore!”.

Barbara Cutrupi

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